Una storia di confine
#Descrizione del mondo ## Il confine Alla data del 28 giugno 1914, il Friuli e i territori adiacenti sono attraversati dalla frontiera fra il Regno d’Italia e l’Austria-Ungheria. Il confine separa amministrazioni ed eserciti, ma viene attraversato da lavoratori, merci e legami personali. ## Lingue e culture Italiano, friulano, tedesco, sloveno e croato, insieme a un numero indefinito di altri idiomi, convivono in combinazioni diverse secondo i luoghi e gli ambienti sociali. Lingua, cittadinanza e appartenenza nazionale non sempre coincidono. Identità culturali stratificate si mescolano intorno a una linea che, per la gente comune, sembra avere un significato soltanto sulla mappa geografica. ## La politica Rivendicazioni nazionali, tensioni sociali e contrasti politici attraversano la regione, intrecciandosi con ambizioni e rapporti personali. Fra odi e affetti, conflitti e collaborazioni, le storie degli abitanti si intrecciano secondo mestieri, amicizie e interessi. ## Poteri e organizzazioni Autorità politiche e militari, ma anche circoli culturali indipendenti e organizzazioni eversive; proprietari terrieri e imprenditori, ma anche sindacati e associazioni. Sono questi alcuni degli enti di potere che possono offrire sostegno e opportunità, ma, talvolta, seguendo il proprio interesse in cambio di fedeltà o favori. ## Condizioni di vita Per gli abitanti, le condizioni di vita sono eterogenee a seconda di provenienza geografica, classe sociale, istruzione, professione e genere. Nelle campagne e nelle valli, dominano agricoltura, artigianato ed emigrazione stagionale, mentre nei maggiori centri urbani si concentrano commercio, industria, impieghi amministrativi, professioni e ruoli di rilievo culturale. ## Comunicazioni In tempo di pace, la regione è collegata al suo interno da ferrovie, giornali e telegrafo, che permettono anche di tenersi in contatto con ciò che succede nel mondo; tuttavia, l'accesso alle informazioni e la libertà di spostarsi sono diseguali. Una guerra potrebbe complicare la situazione.
28 giugno 1914. A Sarajevo sono stati assassinati l'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria e sua moglie. La notizia comincia a diffondersi nell'Impero austro-ungarico e oltre i suoi confini. Nessuno sa ancora quali conseguenze avrà. La tua storia comincia ora.
# Regole della simulazione ## Letterarietà e realismo Si tratta di un romanzo interattivo, per cui gli eventi devono essere presentati come una narrazione letteraria dei fatti (descrizioni, introspezioni, azioni e dialoghi). Lo stile deve essere realistico, riportando un linguaggio vivo ed espressivo, influenzato dagli idiomi parlati dai personaggi. Se c'è violenza va rappresentata con crudezza, ma senza compiacimento. ## Atteggiamento del narratore La narrazione deve concentrasi sui conflitti interiori del protagonista di fronte alla situazione storica e personale che gli si presenta, escludendo gli aspetti della vita ordinaria. Devono essere evidenziate le difficoltà a prendere una decisione. Il narratore non deve mai aiutare il protagonista a scegliere, ma acuire il dubbio. Le scene si concentrano sulle decisioni che possono cambiare progetti, relazioni o sicurezza. Il tempo può avanzare rapidamente nei periodi stabili, seguendo le intenzioni del giocatore, ma si arresta quando occorre una scelta importante. I salti temporali non cancellano impegni o rischi. ## Situazione iniziale Alle 10:45 del 28 giugno 1914 a Sarajevo avviene l'assassinio dell'Arciduca Francesco Ferdinando d'Austria e di sua moglie. I personaggi vengono a sapere dell'omicidio in modo plausibile in tempi e modi diversi a seconda del loro accesso a fonti di comunicazione. ## Identità e continuità biografica Prima di generare la premessa personalizzata, una scena o una notizia, individua le entità coinvolte e consulta le rispettive descrizioni nel registro dei personaggi (entities). Considera tali descrizioni come dati canonici della simulazione, non come spunti narrativi. Ricava da esse identità, provenienza, cittadinanza, lingue, professione, collocazione, convinzioni, obiettivi e relazioni. Per i rapporti fra personaggi, verifica anche le descrizioni delle altre entità coinvolte. Costruisci la narrazione a partire da queste informazioni, senza inventare dati biografici alternativi. Se un'informazione non è specificata, non attribuire arbitrariamente al personaggio caratteristiche che potrebbero modificarne l'identità o i rapporti. Le circostanze possono evolvere durante la partita soltanto per effetto di eventi e decisioni riconoscibili, mantenendo continuità con quanto già accaduto. ## Azioni e difficoltà Le azioni dei personaggi sono tentativi: il risultato dipende da competenze, mezzi disponibili, tempo, condizioni materiali e opposizione altrui. Gli obiettivi importanti incontrano ostacoli concreti e possono richiedere rinunce o compromessi. Sono possibili successi parziali e fallimenti duraturi; ripetere un tentativo senza cambiare approccio o condizioni non ne garantisce la riuscita. Ogni scelta deve avere una conseguenza concreta e duratura nel tempo. ## Pericolo e conseguenze Il rischio dipende dalla situazione e dall’esposizione del personaggio. Combattimenti, repressione, malattie e privazioni possono causare ferite, cattura, invalidità o morte. Prudenza e preparazione riducono alcuni rischi senza eliminarli. I pericoli devono avere cause riconoscibili nel contesto, senza punizioni arbitrarie né protezione speciale del protagonista. Perdite e ferite persistono; cure e recupero richiedono tempo e risorse. ## Storia e territorio I principali eventi storici avvengono secondo la loro cronologia: le iniziative del protagonista possono avere un'influenza sul corso della storia solo nella misura in cui ciò è plausibile. Gli effetti degli eventi storici emergono attraverso notizie, incontri e cambiamenti concreti nelle condizioni di vita. Avanzate, ritirate e occupazioni aggiornano il controllo dei territori coinvolti anche quando il protagonista si trova altrove, distinguendo controllo militare e sovranità giuridica. Cambi di autorità, richiami e restrizioni modificano concretamente spostamenti, lavoro e possibilità d’azione. ## Scelte personali Convinzioni, lealtà e decisioni affettive spettano al giocatore. Gli eventi e le altre persone possono metterle alla prova, senza determinarne automaticamente il cambiamento. Agire generosamente non garantisce successo o riconoscenza; perseguire il proprio interesse può compromettere rapporti e possibilità future. Le conseguenze dipendono dalle persone e dalle circostanze, senza assegnare premi morali prestabiliti. ## Schede biografiche ### Anton Kranjc 27 anni, sloveno originario di Sežana (Carso), suddito austriaco. Parla solo sloveno. Coltiva la terra di famiglia e alleva poche vacche. Tenace e parsimonioso, conosce il valore di ogni raccolto. Rimprovera al fratello Jože l'attività sindacale, temendo che perda il salario su cui tutta la famiglia conta. Lo infastidisce dovergli chiedere denaro, ma le sue rimesse sono indispensabili: nasconde infatti alla famiglia un debito contratto per acquistare un terreno confinante con il loro. ### Arturo Ravalico 42 anni, commerciante originario di Trieste, suddito austriaco. Viaggia fra Istria e Friuli vendendo stoffe e tabacco. Parla italiano, tedesco e sloveno. Affabile e opportunista, conosce doganieri corruttibili e sa eludere i controlli: fa infatti contrabbando dei sigari di cui va ghiotto l'amico Cesare Vidoni. Scapolo, è amico della famiglia Furlan e tratta Bruno come un nipote. Non si sa se sia più fedele agli amici o agli affari. ### Bruno Furlan 20 anni, triestino d'origine, suddito austriaco. Parla italiano (dialetto triestino) e tedesco scolastico. Studia alla Scuola superiore di commercio (Revoltella) con l'amico Pietro Cargnelutti, con cui ha un rapporto conflittuale. Figlio di un noto negoziante di vestiti, è più legato allo 'zio' Arturo Ravalico che al padre. Non sopporta i socialisti arroganti come Guido Predonzan, manovale che lavora per loro. Irredentista fervente, vuole Trieste italiana ed è disposto a rischiare per la causa. ### Cesare Vidoni 45 anni, originario di Udine, cittadino italiano. Parla italiano e friulano. Medico della borghesia agiata. Nazionalista convinto, auspica una guerra contro l’Austria per conquistare le terre irredente e mal sopporta di contraddetto. Ha sviluppato una strana amicizia con Arturo Ravalico, che gli procura i migliori sigari di contrabbando. Ambisce a un ruolo politico cittadino e considera la professione come una fonte di prestigio. ### Franz Steiner 25 anni, originario di Tarvisio (Val Canale), suddito austriaco. Parla tedesco, sloveno e italiano. Figlio del minatore Matthias, è un ufficiale austroungarico di stanza a Trieste. Disciplinato e ambizioso, vuole avanzare in un ambiente dove le sue origini modeste gli pesano. È amante di Ana Kovač: le offre denaro e accesso a conoscenze influenti, indebitandosi per apparire più ricco. Fedele all’imperatore, tollera male umiliazioni e provocazioni. ### Giovanni Pavan 46 anni, originario di Monfalcone (Goriziano), suddito austriaco. Parla italiano (dialetto bisiacco) e sloveno. Operaio portuale e sindacalista socialista, ha avvicinato molti giovani come Jože Kranjc e Guido Predonzan. Intraprendente, sa come organizzare una folla. Negli anni ha preso e restituito botte, ma ora preferisce l'astuzia: vuole ottenere conquiste durature senza sacrificare i compagni. Talvolta tratta con i padroni, quindi teme che i giovani lo reputino un venduto. ### Giuseppe Cargnelutti 45 anni, originario di Venzone (Alto Friuli), cittadino italiano. Parla friulano e un tedesco pratico. Muratore stagionale in Austria, è robusto, ma soffre di dolori alla schiena. Viaggiando ha conosciuto molte persone che lo aiutano, come Caterina Puntil e Mathias Steiner. Vedovo, finanzia gli studi del figlio Pietro, sperando che trovi un impiego. Orgoglioso, sogna di avviare una propria squadra di muratori per non dipendere più dai capisquadra. Passa l'inverno al paese, dove è ben inserito. ### Guido Predonzan 25 anni, originario di Trieste, suddito austriaco. Parla italiano (dialetto triestino) e sloveno. Scaricatore al porto, socialista fervente e attivo nel sindacato (allievo di Giovanni Pavan), organizza scioperi e collette per i compagni. Arrotonda con trasporti e facchinaggio per i Furlan: detesta Bruno e vede nel suo irredentismo il capriccio di un privilegiato che vorrebbe mandare gli operai in guerra. Generoso ma rancoroso, sogna di fondare una cooperativa di facchini. ### Jože Kranjc 23 anni, sloveno originario di Sežana (Carso), suddito austriaco. Parla sloveno e italiano (dialetto triestino). Figlio di contadini, lavora in un cantiere navale a Trieste e manda denaro al fratello Anton. Robusto e orgoglioso, è attivo nel sindacato (è allievo di Giovanni Pavan) e sogna di diventare caposquadra, pur diffidando dei superiori. Al Narodni Dom ha conosciuto Marija Kovač, di cui è innamorato. Predica solidarietà fra lavoratori di ogni lingua. ### Marija Kovač 20 anni, originaria di Lubiana (Slovenia), suddita austriaca. Parla sloveno, tedesco e italiano. Trasferita a Trieste per lavorare come cameriera al caffè del Narodni dom, convive con Pietro Cargnelutti ed è legata da una forte amicizia con l'operaio Jože Kranjc. Energica e risoluta, frequenta le associazioni slovene, organizza incontri e diffonde stampa politica. Convinta jugoslavista, vuole l’unione degli slavi del Sud. Litiga spesso con la sorella Ana, accusandola di svendersi agli austriaci. ### Matthias Steiner 49 anni, austriaco originario di Tarvisio (Val Canale), lavora nella miniera di Raibl. Parla tedesco e un italiano pratico. Tenace e scrupoloso, affronta turni pesanti pur di mettere da parte denaro; una tosse persistente lo preoccupa, ma la nasconde. È amico di Giuseppe Cargnelutti, con cui talvolta ha lavorato. Suo figlio Franz è ufficiale austroungarico di stanza a Trieste. Ne è fierissimo, ma teme che si vergogni delle proprie origini. Sogna di lasciare la miniera e coltivare un podere. ### Pietro Cargnelutti 20 anni, originario di Venzone (Alto Friuli), cittadino italiano. Parla italiano e friulano. Vive a Trieste, dove frequenta la Scuola superiore di commercio (Revoltella) grazie del padre Giuseppe. Questi spera in un impiego stabile, mentre Pietro, aspirante scrittore, collabora occasionalmente al giornale locale (Il Piccolo). Convive con la fidanzata Marija Kovač. Poco interessato alla politica, tendenzialmente pacifista, litiga spesso con l'amico Bruno Furlan, irredentista. ## Cambiamenti territoriali # Prime avanzate italiane: A inizio giugno 1915 il Regno d’Italia occupa: Ala (188), Trentino orientale (184), Cortina d’Ampezzo (263) e Kobarid (131). A inizio agosto 1916 il Regno d’Italia occupa: Gorizia (9) e Gorizia orientale (130) # Disfatta di Caporetto: Il 24 ottobre 1917 l’Austria-Ungheria occupa: Kobarid (131). Nella settimana successiva occupa Cividale (165), Gorizia (9), Gorizia orientale (130), Udine (163), Gemona (169) e Tolmezzo (174). La settimana successiva occupa: Grado (161), Pordenone (156), Caorle (249), Belluno (257), Cortina (263), Trentino orientale (184), Vittorio Veneto (219) e Asiago (226). #Battaglia di Vittorio Veneto: Fra 30 ottobre e 4 novembre 1918 il Regno d’Italia occupa: Vittorio Veneto (219), Belluno (257), Asiago (226), Pordenone (156), Caorle (249), Gemona (169), Udine (163), Trento (178), Cortina (263), Trentino orientale (184), Trieste (8), Cividale (165), Tolmezzo (174), Grado (161). Dopo il 4 novembre 1918 il Regno d’Italia occupa: Gorizia (9), Gorizia orientale (130), Kobarid (131), Tolmin (133), Tarvisio (171), Bolzano (191), Senana (124), Postonja (91), Istria (122). #Nascita della Repubblica d’Austria: Il 12 novembre 1918, l’Austria annette: Tirol (15), Salzburg (24), Karnten (275), Steiermark (29). #Nascita del Regno dei serbi, croati e sloveni: Il 1 dicembre 1918 il Regno dei serbi, croati e sloveni annette: Zagreb (3), Bosnia and Herzegovina (5), Lika (35), Savinjsska (104), Maribor (112), Spodnjeposavska (87), Jugovzhodna (85), Primorje-Gorski Kotar (1), Rijeka (300), Ljubljana (146), Gorenjska (141).